E' straordinario come, arrivati ad un certo punto, si pensi "quante cose sono cambiate" per poi accorgersi un giorno qualunque che in realtà non è cambiato proprio nulla. Vivo col mio ragazzo da un anno e qualche mese ormai. Stiamo insieme però da tanti anni. Anni in cui abbiamo subito le ostilità di mia madre nei suoi confronti e le avversità della lontananza. Ci conoscemmo via chat e decidemmo di incontrarci. I suoi genitori lo portarono da me e ci piacemmo. Di lì a poco però mia madre non fu più così entusiasta. Cominciò a lamentarsi spesso della nostra storia. Probabilmente era spaventata e gelosa, e ora la posso capire, non dico di no. Ma la cosa aveva ormai preso piede e non avrei lasciato Peppe per niente al mondo. Mia madre arrivò al punto di infuriarsi e di litigare con la madre di lui, per una frase che non le andò giù. Sua madre disse infatti di essere rimasta incinta presto e che le cose "devono seguire il loro corso". Fu l'ultima volta che parlarono. Oggi siamo ancora qui: abbiamo resistito e piano piano le cose sono sembrate aggiustarsi da sole. Peppe ha trovato un buon lavoro, mia madre è sembrata tranquillizzarsi e trattarlo più familiarmente. Qualche giorno fa in occasione della Pasqua i suoi genitori ci sono venuti a trovare. Ero un pò titubante proprio per il rapporto non proprio caloroso tra i nostri genitori. Ma il pranzo è andato bene e tutti sembravano non ricordarsi dell'episodio di anni prima. Fino ad oggi. Mia madre infatti qualche giorno fa mi informa, solenne, che deve parlarmi e di andare da lei. Ci vado oggi e mai avrei potuto immaginare cosa aveva da dirmi! Dopo tanti anni, nonostante tutto, è ancora ancorata all'idea che si era fatta di Peppe e della sua famiglia, perchè mi ha accusato e soprattutto ha accusato lui di essere approfittatori. Io, che mi sarei fatta "fare" la cucina da mio padre senza poi telefonargli più (!) e Peppe che "è stato mandato qui dai suoi genitori che pianificandolo a tavolino hanno deciso che si sarebbe dovuto approfittare di te" (!!!). Ora: io a mio padre ho mostrato una cucina Ikea per chiedergli il suo parere professionale, poi ho comprato la stessa con soldi MIEI e lui ha insistito per fare alcune modifiche di suo pugno (modifiche che, per non farmi preoccupare, disse che sarebbero costate un tot e che invece sono arrivate a cifre considerevoli). Inoltre mio padre, anche se non dovrei giustificarmi con nessuno, lo sento sempre. Anzi, se non lo chiamassi lui non credo si ricorderebbe di farlo. E per quanto riguarda Peppe... beh, non sono certo la figlia di Berlusconi O_o. Fulcro di tutto è stata una frase dei genitori di Peppe. Al pranzo di Pasqua, quando mia madre disse che avremmo sistemato insieme tutto l'appartamento, sua madre disse "sì adesso hanno sistemato per bene la cucina, poi faranno tutto pian pianino". Tragedia! Per mia madre equivaleva a "Peppe ha fatto tutto di suo pugno e ora si gode la sua bella cucina". Senza contare che si è riattaccato con la storia infinita sull'università, che Peppe mi avrebbe costretto a lasciare in quanto lui ha la licenza media e quindi io non potevo (!) progredire ulteriormente con gli studi. Mah... io sono la prima a dispiacermi per com'è andata con l'università, ma quando ho cominciato a realizzare che avrei comunque svolto lo stesso lavoro con o senza laurea, che mi stavo sbattendo per raggiungere un titolo che, visto il percorso scelto, non aveva tanto valore e che non avevo le possibilità economiche per mantenermi agli studi e stare al contempo fuori casa, ci ho dato un taglio. Per me era importante vivere con Peppe ma soprattutto smettere di sentirmi sottoposta a imposizioni. Negli anni in cui sono stata all'università, non mi sono mai sentita da meno rispetto agli altri, non ho sentito di migliorare la mia proprietà di linguaggio, la mia umanità, la mia cultura o che altro. Anzi, mi sono sentita spesso e volentieri delusa dall'Istituzione in sè, dalla burocrazia, dai professori e dai compagni. Non ho sentito nessuna di quelle spinte che mi avrebbero dovuta tenere ancorata, con sacrificio, all'università. E nemmeno, ancora, nessun lavoro che richiede un particolare corso di studi e che mi piacerebbe fare. E così me ne sono semplicemente andata, in attesa di trovare in un futuro chissà quando, un piano di studi che mi sia di stimolo. Oppure di non trovarlo mai. Ho cominciato a essere cosciente che per alcune cose non si è mai troppo vecchi, ma per altre lo sarò. Non sono nata in una famiglia ricca e voglio poter guadagnare per vivere un pò di soddisfazioni: comprarmi l'arredamento, viaggiare o che altro. Per me ora è questo l'importante... "godermela" un pò, perchè non l'ho mai fatto. Perchè mio padre mi capisce e mia madre no? Le ho chiesto come faccio ad accoglierla in casa sapendo quello che pensa del mio ragazzo. Lei mi ha risposto semplicemente "beh non ci verrò più". Così so che se mai un giorno ci sarà un matrimonio o ci saranno dei figli, le tensioni saranno sempre le stesse, nonostante ci fossimo illusi che si stessero creando le basi per una famiglia in comune.